{"id":36444,"date":"2022-06-24T11:00:00","date_gmt":"2022-06-24T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/?p=36444"},"modified":"2022-07-04T12:58:31","modified_gmt":"2022-07-04T10:58:31","slug":"la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-prima-parte\/","title":{"rendered":"La storia delle bici del Tour de France &#8211; Prima parte"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Tour de France \u00e8 l\u2019evento ciclistico pi\u00f9 seguito del mondo e la sua copertura mediatica \u00e8 sconfinata. Questo significa che sia gli sponsor che i marchi legati al mondo del ciclismo cercano in qualsiasi modo di partecipare al Tour, per mostrare a un pubblico enorme i loro nuovi prodotti. Il Tour, d\u2019altro canto, venne creato inizialmente per promuovere un giornale: il successo fu enorme per la rivista (L\u2019Auto) ma anche per i brand produttori di biciclette e componenti. Basti chiedere a Campagnolo, Pinarello, Trek o qualsiasi altro produttore che ha avuto la fortuna di vedere la propria invenzione approvata dagli organizzatori dei Tour. In questo articolo daremo uno sguardo a queste invenzioni, ai cambiamenti e alle innovazioni che hanno segnato l\u2019evoluzione delle biciclette dal primo Tour a oggi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Niente freni, a tutta velocit\u00e0<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"976\" height=\"877\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-7.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36330\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-7.jpeg 976w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-7-640x575.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-7-768x690.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 976px) 100vw, 976px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Potremmo dire che la bici che vinse per prima il Tour de France nel 1903 era una via di mezzo fra una scatto fisso e una gravel. Una bicicletta in acciaio, a scatto fisso, con cerchi in legno, copertoncini larghi 32-38 mm, sella di pelle e un manubrio che ricorda quello di alcuni modelli attuali di gravel. La cosa fondamentale da tenere a mente era che, quando si pedalava su una bici a scatto fisso, non c\u2019era ruota libera. Per far \u201ccorrere\u201d la bici si dovevano staccare i piedi dai pedali; invece, per frenare, si doveva applicare una leggera pressione contraria alla rotazione per rallentare la bici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>La ruota libera<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Quando arrivarono le prime tappe di montagna nel Tour de France, la ruota libera trov\u00f2 un provvidenziale campo d\u2019uso. Questo, nonostante le rimostranze di Henri Desgrange (organizzatore del tour), gran parte della stampa e di molti corridori, convinti che poter fare strada senza pedalare (cosa possibile grazie alla ruota libera) avrebbe ridotto la difficolt\u00e0 della gara, diminuendo la differenza fra i ciclisti e aggiungendo complessit\u00e0 alle biciclette e aumentando i possibili guasti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1276\" height=\"957\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-8-1276x957.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36344\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-8-1276x957.jpeg 1276w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-8-640x480.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-8-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-8.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1276px) 100vw, 1276px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Fu la pericolosit\u00e0 insita nelle discese a portare, col tempo, all\u2019uso allargato delle ruote libere. Un altro fattore importante fu il miglioramento dei freni, che passarono gradualmente dai modelli a bacchetta (che agivano sul copertoncino o sul cerchio), alle pinze, simili ad alcuni dei modelli attuali, mosse da un cavo attaccato a una leva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>L\u2019ora di cambiare<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Forse non tutti sanno che, anche se i deragliatori erano gi\u00e0 stati inventati prima del Tour, vennero autorizzati all\u2019uso dagli organizzatori solo nel 1937. Fino a quel momento, potevano essere utilizzati solo dai partecipanti della categoria isol\u00e9 (indipendente). Nel 1912, si vide il primo deragliatore al Tour, sulla bici del ciclista isol\u00e9 (siamo ai limiti del cicloturismo) Joanny Panel. Il deragliatore venne inizialmente chiamato <a href=\"https:\/\/www.disraeligears.co.uk\/site\/chemineau_derailleurs.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>Le Chemineau<\/em><\/a>, nome romantico che richiama ai raminghi senza dimora, lontano anni luce dalle fredde denominazioni attuali come Dura-Ace 9150.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1066\" height=\"598\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-36358\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image.png 1066w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-640x359.png 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-768x431.png 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-740x416.png 740w\" sizes=\"(max-width: 1066px) 100vw, 1066px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1937 avvenne il passaggio finale, e a tutti i corridori venne consentito l\u2019uso del deragliatore, ma di un solo particolare modello: il Super Champion del ciclista e produttore francese Oscar Egg. Non sappiamo se fu firmato un accordo, un contratto o altro fra gli organizzatori e il produttore. Siamo per\u00f2 certi che il vincitore del 1937 e del 1939 (rispettivamente Lapebie e Maes) usarono questo deragliatore e le vendite del Super Champion schizzarono in orbita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1034\" height=\"1276\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-9-1034x1276.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36372\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-9-1034x1276.jpeg 1034w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-9-519x640.jpeg 519w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-9-768x948.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-9.jpeg 1167w\" sizes=\"(max-width: 1034px) 100vw, 1034px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Fu una svolta epocale. Non solo per l\u2019aumento delle marce disponibili (che arrivarono a 3-4) ma anche perch\u00e9 offr\u00ec la possibilit\u00e0 di cambiare rapporto senza doversi fermare, togliere e rimettere la ruota e regolare la tensione della catena.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>L\u2019evoluzione del cambio<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Da quel primo deragliatore del 1937, il cambio ha subito un\u2019evoluzione incredibile, culminata nei modelli elettronici attuali, cos\u00ec precisi, rapidi, affidabili e versatili che avrebbero reso difficile la vita a Desgrange nell\u2019immaginare una tappa sfiancante come quella Luchon &#8211; Bayonne del 1910. Ma il Super Champion non presenta molti caratteri simili ai componenti attuali. Intanto, evoluzioni tecnologiche pi\u00f9 piccole ma comunque degne di nota hanno portato i rapporti da 3 a 24, e le leve del cambio dai tubi del telaio alla posizione sul manubrio che conosciamo oggi. Queste sono le modifiche pi\u00f9 significative:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Deragliatore a parallelogramma<\/strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/TWc2BtcFLMVwjajan5cBZpONkQN0gcyfPbifULHooA7loS-tldmFg-JTsiUbbqs6M-BXOtz6fEn1Kk77GPLg-nxYkjktNnDFqGuxNgOZ2F9rolQRFb5YnruERaz82foTZcloS-Tk8GiQR-6IiA\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n\n\n\n<p>Il nostro compatriota Tullio Campagnolo rifin\u00ec (copiando e migliorando) i deragliatori dell\u2019epoca e nel 1949 lanci\u00f2 il primo prototipo del modello Gran Sport, la cui forma e prestazioni (vittoria del Tour de France 1951) potrebbero essere considerate \u201cmoderne\u201d. In quel periodo, le leve del cambio erano posizionate sul tubo obliquo per azionare i cavi del deragliatore posteriore e di quello anteriore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019arrivo dell\u2019indicizzazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"DURA-ACE 7400_SIS\u3000Shimano&#039;s Centennial Teaser Site\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XMvNws7N8Jo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora, quando cambiamo marcia su un cambio meccanico, sentiamo un click, uno scatto. Un rumore semplice che abbiamo imparato a dare per scontato ma non era cos\u00ec fino alla met\u00e0 degli anni \u201880. Fino a quel momento, infatti, il cambio era tutta una questione di tensione e frizione. Il corridore doveva regolare la leva del cambio fino a raggiungere la marcia desiderata, senza sentire alcun rumore. Quando Shimano introdusse il SIS (Shimano Index System) aument\u00f2 la velocit\u00e0, la precisione e l\u2019affidabilit\u00e0 delle cambiate. Altri produttori (Campagnolo, Mavic e SunTour) copiarono l\u2019idea e indicizzarono le marce.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Leve integrate<\/strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Dual Control Lever\u3000Shimano&#039;s Centennial Teaser Site\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/p2khD2bQe-o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando nel 1990 Shimano lanci\u00f2 il cambio Dura-Ace 7400 con STI (Shimano Total Integration), rivoluzion\u00f2 l\u2019aspetto delle bici, eliminando le leve del cambio dal tubo obliquo del telaio, integrandole alle leve dei freni sul manubrio, velocizzando il gesto della cambiata. Un anno dopo, Campagnolo fece un passo in pi\u00f9 verso un design aerodinamico, facendo passare i cavi lungo il manubrio, nascondendoli sotto il nastro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"709\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-10.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36388\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-10.jpeg 1024w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-10-640x443.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-10-768x532.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Cambio elettronico<\/strong><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"739\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-11.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36402\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-11.jpeg 1024w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-11-640x462.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-11-768x554.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa soluzione fece la sua prima apparizione nel 1993 con Tony Rominger e nel 1994 con Chris Boardman. Entrambi usarono il gruppo elettronico Zap di Mavic: a dispetto dell\u2019innegabile successo (l\u2019inglese vinse il prologo e indoss\u00f2 la maglia gialla dopo aver percorso 7,2 km a 55 km\/h di media), l\u2019innovazione non trov\u00f2 grande fortuna all\u2019interno del gruppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"923\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-12.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36416\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-12.jpeg 923w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-12-640x533.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-12-768x639.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando Shimano introdusse il modello Dura-Ace 7970 con Di2 (Digital Integrated Intelligence) nel 2009, alcuni lo trovarono superfluo (anche se i meccanici delle squadre accolsero favorevolmente l\u2019idea) ma la sua affidabilit\u00e0, velocit\u00e0 e comfort, oltre alla vittoria del Tour del 2011 da parte di Cadel Evans, chiusero il dibattito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Vincenzo Nibali&#039;s Specialized Tarmac Bike | Tour De France 2014\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VIvULUklOfE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Da allora, solo il nostro Vincenzo Nibali \u00e8 riuscito a vincere il Tour de France con un cambio meccanico (nel 2014). E probabilmente si \u00e8 trattato di una coincidenza perch\u00e9 a quel punto Campagnolo (brand che curava le bici della squadra di Nibali) utilizzava gi\u00e0 gruppi elettronici: solo il futuro potr\u00e0 dircelo ma probabilmente la vittoria del siciliano avr\u00e0 un valore storico ancora pi\u00f9 importante perch\u00e9 potrebbe essere l\u2019ultima volta che una bici con un cambio meccanico arriv\u00f2 sul gradino pi\u00f9 alto ai Campi Elisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Tour de France \u00e8 l\u2019evento ciclistico pi\u00f9 seguito del mondo e la sua copertura mediatica \u00e8 sconfinata. Questo significa che sia gli sponsor che i marchi legati al mondo del ciclismo cercano in qualsiasi modo di partecipare al Tour, per mostrare a un pubblico enorme i loro nuovi prodotti. 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