{"id":36669,"date":"2022-07-01T11:00:00","date_gmt":"2022-07-01T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/?p=36669"},"modified":"2022-07-08T11:01:25","modified_gmt":"2022-07-08T09:01:25","slug":"la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-seconda-parte\/","title":{"rendered":"La storia delle bici del Tour de France &#8211; seconda parte"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nella prima parte<\/a>, abbiamo dato uno sguardo alle biciclette che hanno segnato gli albori del Tour de France; a come i freni, la ruota libera e il cambio siano arrivati gradualmente ad arricchire il design delle nostre amate due ruote. Nel secondo articolo, faremo un salto nel tempo, arrivando agli anni \u201890 e ai primi 2000, periodo che pi\u00f9 di tutti ha visto una vera e propria rivoluzione in termini di materiali e fisionomia della bicicletta. Quindi, prepariamoci perch\u00e9 stanno per arrivare le curve, proprio come sull\u2019Alpe D&#8217;Huez.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>L\u2019addio all\u2019acciaio, la transizione dell\u2019alluminio e l\u2019avvento del carbonio<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1276\" height=\"777\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-13-1276x777.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36537\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-13-1276x777.jpeg 1276w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-13-640x390.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-13-768x468.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-13.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1276px) 100vw, 1276px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il quarto Tour vinto da Miguel Indurain nel 1994 sulla sua Pinarello ha segnato l\u2019ultima vittoria della corsa francese su una bici di acciaio. Alla fine degli anni \u201880, con le vittorie di Greg LeMond e Pedro Delgado, abbiamo visto l\u2019arrivo di due materiali che avrebbero segnato gli anni a venire: l\u2019alluminio e il carbonio. Ma fu solo con il quinto e ultimo Tour vinto da Indurain nel 1995 che l\u2019acciaio inizi\u00f2 a scomparire. In quell\u2019annata, la sua Pinarello presentava un telaio in alluminio, cos\u00ec come tutte le bici vincenti fino al primo Tour di Lance Armstrong. Fra queste biciclette, solo la splendida Bianchi Mega Pro XL Reparto Corse dell\u2019indimenticato Marco \u00e8 riuscita a interrompere il dominio Pinarello.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1276\" height=\"904\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-14-1276x904.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36551\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-14-1276x904.jpeg 1276w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-14-640x453.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-14-768x544.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-14.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1276px) 100vw, 1276px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1999 l\u2019americano vinse il primo dei suoi sette Tour. Anche se sappiamo bene come and\u00f2 a finire, la Trek 5200 del texano segn\u00f2 due passi importanti: fu la prima bici al 100% in carbonio a vincere il Tour e fu la prima vittoria per Shimano, il produttore giapponese di componenti per bici, noto principalmente per i suoi cambi. Da allora, Shimano ha mancato la vittoria in solo 6 occasioni (4 volte contro Campagnolo e 2 contro Sram) e oggi \u00e8 il brand usato dalla grande maggioranza delle squadre World Tour. Inoltre, la manifattura della Trek fu particolare dato che per la prima volta non venne prodotta seguendo i metodi tradizionali (ovvero tubi saldati o con congiunzioni saldobrasate) ma usc\u00ec monoblocco da uno stampo come la stragrande maggioranza delle bici attuali in fibra di carbonio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1276\" height=\"1166\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-15-1276x1166.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36565\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-15-1276x1166.jpeg 1276w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-15-640x585.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-15-768x702.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-15.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1276px) 100vw, 1276px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>La maglia gialla ti d\u00e0 le ali, ma l\u2019aerodinamica ti fa volare<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per le generazioni di oggi, il recupero di Poga\u010dar su Roglic nella cronometro individuale del penultimo giorno del Tour 2020 fu una vera sorpresa; ma quello che riusc\u00ec a fare Greg LeMond nella prova contro il tempo sui Campi Elisi nell\u2019ultimo giorno del Tour 1989, con mezzo mondo a guardarlo e tutti i tifosi francesi a sostenere il loro compatriota Laurent Fignon, non fu solo un momento da record per il margine pi\u00f9 basso nella classifica generale finale fra il primo e il secondo posto, ma fu anche la prima dimostrazione pratica di quanto sia importante l\u2019aerodinamica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"nv-iframe-embed\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"1989 Tour de France Final Time Trial - LONG VERSION - Greg Lemond - Laurent Fignon\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rWyfb3H7LEg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche se molto si \u00e8 scritto sul risultato finale di quel Tour, Fignon aveva 50 secondi di vantaggio su LeMond prima dei 24,5 km della cronometro e a fine corsa si trovava 8 secondi dietro l\u2019americano, guardandolo levare le mani al cielo in maglia gialla sul podio finale dei Campi Elisi. LeMond gli rifil\u00f2 58 secondi, 2,3 secondi a chilometro, tenendo una velocit\u00e0 media pi\u00f9 alta di 2 km\/h rispetto a Fignon. \u00c8 vero che LeMond era pi\u00f9 forte a cronometro ma perch\u00e9 Fignon non us\u00f2 le stesse appendici (o un modello simile) dell\u2019americano, perch\u00e9 non indoss\u00f2 un caschetto speciale e occhiali sportivi da ciclismo invece di presentarsi con la coda di cavallo e quei nostalgici occhiali da vista? Non si pu\u00f2 dire che venne colto di sorpresa e non ebbe tempo per cercare alternative e testarle. LeMond aveva gi\u00e0 usato le appendici da triathlon e un casco aerodinamico nelle cronometro precedenti di quel Tour. Fignon semplicemente non lo reput\u00f2 necessario, e quando implement\u00f2 questi piccoli cambiamenti, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/miroir2cyclisme\/status\/1185803651685728257?lang=es\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">due mesi dopo nel Grand Prix des Nations<\/a>, fu inarrestabile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-16.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36580\" width=\"820\" height=\"543\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-16.jpeg 800w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-16-640x424.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-16-768x509.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L\u2019aerodinamica applicata al ciclismo \u00e8 un connubio che resiste tuttora, cos\u00ec come altri cambiamenti radicali nella progettazione delle bici e dell\u2019attrezzatura da cronometro visti negli anni \u201890. Questo fino al 2000, quando la UCI fiss\u00f2 regole particolarmente stringenti per le bici e i suoi accessori. Una decisione che segn\u00f2 la fine della Pinarello Espada (la bici di Indurain) o della Lotus (di Chris Boardman) che si <a href=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">possono vedere fra le foto della prima parte della storia delle bici del Tour de France<\/a>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-36594\" width=\"819\" height=\"534\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-1.png 796w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-1-640x417.png 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-1-768x501.png 768w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dobbiamo tornare al 2003 e al modello Cerv\u00e9lo Soloist del Team CSC per vedere la prima bici da corsa standard dal concetto aerodinamico nel Tour de France. Il nome della bici era molto chiaro: una bici in alluminio con tubi del telaio appiattiti, progettata per avere le migliori prestazioni aerodinamiche e offrire altri \u201cvantaggi\u201d ai corridori che pedalano in solitaria. Quello che nacque come un design per un contesto molto specifico o per tappe precise, ora \u00e8 diventato lo standard di tutte le bici delle squadre che partecipano al Tour.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Un cambio di geometria<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Finalmente, parliamo di un argomento apparentemente secondario ma che in realt\u00e0 \u00e8 fondamentale: la geometria della bici. Il disegno dei due triangoli e della forcella dimostra chiaramente che gli angoli e le misure dei singoli elementi della bici possono influenzare le prestazioni e le reazioni della bici tanto quanto (se non pi\u00f9) dei materiali di cui \u00e8 composta. Detto questo, i materiali uniti alla tecnologia e alla componentistica disponibile in un certo periodo storico, determinano anche la forma e il design finale della bicicletta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-17.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36608\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-17.jpeg 1200w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-17-640x480.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-17-768x576.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se confrontiamo la bici del 1903 con quella del 2021, si pu\u00f2 notare come la prima avesse un passo di 1,2 m, un angolo del tubo di sterzo pi\u00f9 stretto e la forcella pi\u00f9 avanzata. Il design era rivolto alla riduzione degli urti, per ottenere una maggiore stabilit\u00e0 e maneggevolezza. La Colnago, invece, con un passo di circa 1 m, un angolo di 73\u00b0 del tubo sterzo con una forcella ridotta, \u00e8 stata progettata per essere agile e trasmettere ogni watt di potenza dalle gambe di Pogacar sull\u2019asfalto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1276\" height=\"832\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-18-1276x832.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36622\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-18-1276x832.jpeg 1276w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-18-640x417.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-18-768x501.jpeg 768w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-18.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1276px) 100vw, 1276px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il primo grande stravolgimento alla fisionomia delle bici arriv\u00f2 alla fine degli anni \u201830 (in questa foto, possiamo vedere la Legnano con cui Bartali vinse il Tour del 1938). In quest\u2019epoca, i due triangoli del telaio vennero ridotti, cos\u00ec come il passo. Le strade, i materiali, i componenti e la tecnologia di produzione delle bici stavano migliorando. Il cambio negli angoli e nelle misure divenne ancora pi\u00f9 evidente dopo la Guerra. Qua sotto potete vedere la Bianchi con cui Coppi vinse il Tour del 1949.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/DsX-q3AO_aW08JB0jq6pTOVunGYpZD2bnm8KCxOcURnN2jW8RLWSsp0AWJOHfHSfIYAn9SZfw2BbJKMswMbEVMF7JPS_y3o8RxtIMLXE-qaBLrHyxN5nwJzOx4HEflfMBKcEp6WUKHPy6bZCd3Ulrg\" alt=\"\" width=\"819\" height=\"578\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>I cambiamenti di geometria fra la Bianchi di Coppi e quella di Pantani del 1998 sono minimi, ma un anno dopo la Giant TCR (Total Compact Road) fece il suo debutto fra le file della ONCE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-19.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36636\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-19.jpeg 1200w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-19-640x427.jpeg 640w, https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/app\/uploads\/2022\/06\/image-19-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una bici progettata da uno dei designer pi\u00f9 importanti della storia, Mike Burrows, ispirata al mondo della MTB per sviluppare un\u2019idea innovativa rispetto al mercato delle bici da corsa dell\u2019epoca. Molto pi\u00f9 compatta, con un tubo orizzontale pendente a ridurre le dimensioni del triangolo principale. Anche il triangolo posteriore \u00e8 pi\u00f9 piccolo, con un fodero orizzontale molto corto e il fodero verticale che si raccorda al tubo del sellino appena sotto il tubo orizzontale. Tutto questo per ridurre il peso, aumentare la rigidit\u00e0, migliorare la maneggevolezza e garantire un maggiore equilibrio delle prestazioni anche per i corridori di bassa statura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il design del 1997 fu cos\u00ec innovativo che la Giant presenta ancora oggi a catalogo il modello TCR. Ovviamente \u00e8 stato rivisto dal punto di vista estetico e tecnologico per rimanere al passo con le ultime innovazioni ma molte delle bici che vediamo oggi al Tour de France sono chiaramente ispirate al design di Burrows. Quale sar\u00e0 la prossima grande innovazione? Forse la stiamo gi\u00e0 vivendo: l\u2019introduzione dei freni a disco; va per\u00f2 detto che il regolamento molto stringente della UCI non lascia molto spazio all\u2019innovazione. In altre parole, il corpo di governo del ciclismo mondiale si sta comportando come Henri Desgrange in quelle prime storiche edizioni del Tour de France.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella prima parte, abbiamo dato uno sguardo alle biciclette che hanno segnato gli albori del Tour de France; a come i freni, la ruota libera e il cambio siano arrivati gradualmente ad arricchire il design delle nostre amate due ruote. Nel secondo articolo, faremo un salto nel tempo, arrivando agli anni \u201890 e ai primi&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/la-storia-delle-bici-del-tour-de-france-seconda-parte\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi di pi\u00f9<span class=\"screen-reader-text\">La storia delle bici del Tour de France &#8211; seconda parte<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36650,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[203,189,150],"tags":[],"class_list":["post-36669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bikes","category-cycling","category-road-cycling"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}