{"id":44695,"date":"2023-06-23T11:00:00","date_gmt":"2023-06-23T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/?p=44695"},"modified":"2023-06-22T11:43:04","modified_gmt":"2023-06-22T09:43:04","slug":"le-maglie-piu-stravaganti-nella-storia-del-tour-de-france","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siroko.com\/blog\/c\/it\/le-maglie-piu-stravaganti-nella-storia-del-tour-de-france\/","title":{"rendered":"Le maglie pi\u00f9 stravaganti nella storia del Tour De France"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono magliette da ciclismo iconiche, degne dei capolavori di design ospitati nei pi\u00f9 famosi musei di arte moderna. E ce ne sono altre che\u2026 beh, non si sono fatte notare esattamente per la loro bellezza. In questo articolo semiserio, abbiamo raccolto una lista delle magliette da ciclismo pi\u00f9 strane, appariscenti o innegabilmente brutte nella storia del Tour de France. Preparatevi a farvi qualche risata e a tirar fuori tutto il vostro spirito da critici di moda. Forse troverete una o due magliette che vi piacciono, o alcune che avete indossato in passato. Dopo tutto, i tempi cambiano, le mode passano e alcuni modelli invecchiano meglio di altri. In ogni caso, non pensiamo che nessuno degli esempi raccolti qui sotto sia destinato a diventare un classico come la famosa maglia da ciclismo de La Vie Claire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Castorama 1990-1994<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/q62ufjwH5_KpOb12-khxHZv4XreB0f9EfPx9l3G86GBnIflk_TixOLsOwr4cKIYoZ0A0r2fxh9hpS4Piwf006he-035Zjpju6Z9rBJNaJG8M1WjeSWs_KmJHy7QgGwtRD29CS7JIBr5Bd3oaQOx3FfU\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Partiamo da una squadra attiva fino al 1995: la maglia da ciclismo indossata nell\u2019ultimo anno in particolare non aveva lo stile degli anni precedenti (che aveva contribuito a rendere cos\u00ec famoso il team). I dipendenti dell\u2019azienda francese Castorama, specializzata in attrezzatura e materiale per l\u2019edilizia, decorazione di interni e giardinaggio, indossavano delle vistose salopette blu sopra a una camicia bianca a strisce blu. E, come si pu\u00f2 vedere qua sopra, lo sponsor ha avuto una influenza nella scelta della maglia da ciclismo della squadra. Cos\u00ec facendo, \u00e8 innegabile che i ciclisti della Castorama non passassero inosservati, non solo per il design particolare delle loro divise ma anche perch\u00e9 nell\u2019organico militavano grandi campioni del ciclismo transalpino come Laurent Fignon, Luc Leblanc e Thierry Marie. Proprio quest\u2019ultimo, noto come \u2018Mr. Prologue\u2019, sfoggiava con orgoglio i colori della maglia, sfrecciando vincitore in diversi prologhi iniziali dei Tour dei primi anni \u201890.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Syst\u00e8me U 1986-1989<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/qK1cTfPF6JrZOF_xdIgxDiWpCNd7NAC1B5w_gdt_UM5etcHLWn-rWRwXepTYWgXr483YpwwT7ixqRvwv13Mm3Q6SFM-fsJuHC14fS-bxbyJu2y8DuptqCQx_1NreUJWSr1vD9ltzN34K0ARsB2uZaDc\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Proprio Thierry Marie in persona fu il primo corridore a indossare la maglia da ciclismo della Syst\u00e8me U al Tour de France del 1986, imponendosi nel prologo. Non si tratta di una vittoria casuale, dato che i due team (Syst\u00e8me U e Castorama) sono legati alla stessa struttura tecnica. Aveva gli stessi colori della Renault &#8211; Elf, a parte i dettagli che erano meno caratterizzati dal nero, oltre a un design diverso e la posizione laterale del logo dello sponsor. Un risultato che, almeno dal punto di vista estetico, non fece giustizia all\u2019importanza della squadra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Toshiba 1990-1991<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/XjG5u2oIC9mDuvoYEDugnZa6Y9hXSBXHLtpCEdDtoVJAg0czWPKESy86OU2pV-7CWdlHmpDuQzOlNeEbgcURcZ5HbTJ3NTHMefx5exv8Y2TYO89aEeGjK2A-ThSAlhlTUfLigYHVaZgjhiWXD9d0_ZI\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Chi l\u2019avrebbe mai detto che una delle maglie da ciclismo pi\u00f9 ammirate e venerate nella storia dello sport, quella de La Vie Claire, sarebbe stata rimpiazzata da uno dei peggiori design di sempre? Parliamo dell\u2019ormai lontano 1990, quando la squadra cambi\u00f2 sponsor principale e design della maglietta, abbandonando i colori ispirati all\u2019artista olandese <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Composition_with_Red_Blue_and_Yellow\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Piet Mondrian<\/a>. Forse, con dei pantaloncini neri il risultato non sarebbe stato cos\u00ec tremendo, ma la combinazione di colori fra maglietta e pantaloncini a righe (immortalata qua sopra) sarebbe potuta essere stata considerata \u201cdi tendenza\u201d soltanto negli anni \u201890.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong>Mario Cipollini &#8211; Tour de France 1999, tappa 9<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/64kv484bVLG68WTm9WB-flV1QWm1Z4Bcj5y0373uyBzKbaqhfjF0qoO95yn1dfHofJ_yLRbRJ_Po8pdMPnImBrX7mhlu-jWPl4rQnNBPq79f7wHc_Ojy8MRWdkVcHILWfQve88jTmDbxslBOPtPEIOs\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il 1999 segna l\u2019inizio del dominio di Lance Armstrong al Tour. Ma fu il nostro Super Mario Cipollini a raccogliere il maggior numero di vittorie, almeno fino alla nona tappa (per la precisione furono 4 le vittorie consecutive). Subito dopo la cronometro di Metz, nella quale Armstrong gett\u00f2 le basi per la vittoria della sua prima maglia gialla, Mario Cipollini si present\u00f2 in versione togata per ricordare la nascita di Giulio Cesare. La sua squadra, la Saeco-Cannondale, pass\u00f2 da un rosso acceso a un bianco con dettagli dorati. Cipollini e compagni attirarono le attenzioni del pubblico, oltre a quelle degli organizzatori del Tour per l\u2019utilizzo di attrezzatura vietata. Il velocista toscano si trov\u00f2 in difficolt\u00e0 durante una salita alla nona tappa, e anche alla fine della tappa del Sestriere, prima di lasciare il Tour.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/auD7Uz3wRye2LT5z5KhzHd--7cldHCaeV7w8qjMOCTYa968CxynMrCzLdjDDTbgtVsPhHKCnyW8tXTQQXCrFsuBk7mW2bjxXFbVqXW1pdurkznF-6femrB6ALUECP6yIV_OrENOJVRo23O4o2jnTZLU\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mapei &#8211; Quick Step 2002<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/S_Lp3ylNC14HmwwvDK8-Sd1_JiwlybryIW4oFKrBcT0jRxheGUyfuAbHPKVTK-Mih_Tw57Ap_-NwkH6lcCNCpehMYk-qDeU2uuHZ_vOeWn563mORBDKd7fET3fGJgPHeBqmAr_jUm5_G_RvBDKBHViY\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questa squadra \u00e8 forse una delle pi\u00f9 importanti della storia del ciclismo, avendo avuto al suo interno leggende dello sport come Johan Museeuw, Oscar Freire, Paolo Bettini o Michele Bartoli, fra i tanti altri. Fondata in Italia (almeno a livello di struttura tecnica e sponsor, dato che Mapei \u00e8 una famosa azienda di materiali edili del nostro Paese), si \u00e8 poi trasferita in Belgio (con l\u2019arrivo di Quick Step, una societ\u00e0 belga specializzata in pavimentazioni). Da subito, le magliette di questa squadra si fecero notare, suscitando reazioni contrastanti fra il pubblico. Secondo noi, la maglia da ciclismo del 2002 \u00e8 quella invecchiata peggio in assoluto, a differenza delle <a href=\"https:\/\/premium-cycling.com\/product\/colnago-c40-mapei-paris-roubaix-coming-soon\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">splendide bici Colnago C40 usate dai ciclisti di questo team, diventate ora un vero e proprio oggetto da collezione<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cerv\u00e9lo Test Team 2009-2010<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/wF7ldB9lSw0cGZ4fbtqCcDXl3ACjT9VVwZ8-kALMZs7pRiVdqpTw2yfYgO4HX_lAXK0wV-c4i_Wn1CABfo9JsEeJ7kI3FK2nQOdTTL5WRylzreGg-Ux3YsYBr6x4SDEzdw9vVZmijN2SFRnhph3yzNE\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n\n\n\n<p>Il bianco non \u00e8 sempre la soluzione migliore quando si tratta di abbigliamento da ciclismo, specialmente per le salopette a gamba corta e i pantaloncini in generale. La cosa strana \u00e8 che questa squadra us\u00f2 il nero sia nel 2009 che nel 2010, scegliendo una combinazione che non passa mai di moda, e che sarebbe stata molto azzeccata anche al Tour per i pantaloncini. Ma alla fine venne preferito un mix di bianco e nero (oltre a qualche sfumatura di grigio nel 2010), che non si rivel\u00f2 il massimo dal lato estetico, senza per\u00f2 ostacolare il successo competitivo. Nel 2009, la squadra raccolse due vittorie di tappa (con il norvegese Thor Hushovd e il tedesco Heinrich Haussler) per poi ripetersi in un\u2019occasione nel 2010 (ancora con Hushovd). Ci va un coraggio da leone per scegliere il bianco in un giorno di pioggia\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Milram 2009<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/tflnLR3I5EBG96v2YS1fisMArTBJYIZFa2V_3Hy8h417FpNs1YsFXKsDOCB06ZLaynRSX5XUiadhGwk1WFQrbLvKluPL_WUM-JUTF0XCrYQ_AnsnI9FDnmRyPPpXad_xYWWWojZLKXLm_jJAUBs3ADI\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Bisogna fare molta attenzione quando si disegna la divisa di una squadra, soprattutto quando si deve far felice lo sponsor. Questo perch\u00e9 le cose possono sfuggire di mano: basta guardare la maglia della Milram (azienda casearia) qua sopra e i ciclisti maculati, a ricordare delle mucche da latte azzurrine. Fortunatamente, la squadra tedesca ci ha pensato due volte prima di usare questa livrea al Tour, optando per una salopette a gamba corta pi\u00f9 sobria nera con strisce blu laterali. La nuova colorazione non port\u00f2 grande fortuna, visto che la squadra non raccolse alcuna vittoria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Polti 1994-1997<\/strong><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/Bn8GOViXUBwvWckHcm2P360ZhHYhijKT18kZ1sbLZLi6botZDK17kvISppRwqm29Xx7PZnNaYi8GYkp6CwVoRJ7ygVY_SorZsBuM0Yow_lF7unXrLSntTKDowyfXiSIpgbTHWaXu2FXotDAF5MM9Tmg\" alt=\"\" title=\"\"><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Chiudiamo la nostra lista con una maglietta sponsorizzata dal brand italiano Polti, specializzato in ferri da stiro e aspirapolveri. Se qualcuno riesce a trovare un significato a questo design astratto, ce lo scriva nei commenti perch\u00e9 onestamente siamo rimasti senza parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo cos\u00ec arrivati alla fine dell\u2019elenco delle livree pi\u00f9 brutte e bizzarre nella storia delle maglie da ciclismo del Tour de France. Volevamo creare un articolo divertente, anche perch\u00e9 sappiamo bene che il Tour de France \u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice occasione per fare pubblicit\u00e0 agli sponsor. Questa corsa mette alla prova le capacit\u00e0, le performance e la resistenza dei ciclisti lungo tre settimane durissime. Ecco perch\u00e9, al netto di tutte queste maglie (pi\u00f9 o meno brutte), la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 gustarsi la corsa e godersi i colori delle divise (sperando che il futuro ci riservi qualche altro esempio di design \u201crivedibile\u201d per arricchire questo post).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono magliette da ciclismo iconiche, degne dei capolavori di design ospitati nei pi\u00f9 famosi musei di arte moderna. E ce ne sono altre che\u2026 beh, non si sono fatte notare esattamente per la loro bellezza. 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